Il Governo ha approvato a inizio maggio il nuovo Piano Casa, un programma finalizzato alla riqualificazione del patrimonio residenziale pubblico e allo sviluppo dell’edilizia residenziale sociale. L’obiettivo dichiarato è ambizioso: recuperare circa 60.000 alloggi esistenti e realizzarne altri 100.000 nei prossimi dieci anni, destinandoli alla locazione o alla vendita a prezzi calmierati per sostenere la cosiddetta “fascia grigia”, composta da famiglie e lavoratori che, pur disponendo di un reddito, incontrano crescenti difficoltà nell’accesso a un’abitazione a costi sostenibili.
Secondo il presidente della Cooperativa Di Vittorio, Massimo Rizzo, il Piano presenta tuttavia importanti criticità. «Senza un reale impegno economico da parte degli enti pubblici è impossibile garantire alloggi in locazione a canoni sostenibili», sottolinea, ricordando che un affitto può essere considerato sostenibile solo quando non supera il 30% del reddito disponibile della famiglia.
Tra le principali osservazioni vi è l’assenza di un quadro di governance pubblica chiaro e definito. Il Piano, infatti, non fornisce una precisa definizione di “canone calmierato“, elemento che dovrebbe rappresentare uno dei cardini dell’intervento. Inoltre, viene evidenziata la mancanza di misure concrete a tutela del valore sociale dell’abitare.
Particolarmente critica, secondo il mondo cooperativo, è l’esclusione delle cooperative edilizie dal progetto. Un’esclusione che appare in contrasto con il ruolo svolto negli ultimi decenni dalle cooperative a proprietà indivisa, che hanno contribuito a garantire abitazioni dignitose a canoni accessibili anche in assenza di adeguati interventi pubblici.
Da oltre cinquant’anni, il modello cooperativo rappresenta uno strumento concreto di risposta all’emergenza abitativa. Per questo motivo, il settore chiede alle istituzioni un piano strutturale e di lungo periodo, sostenuto da adeguate risorse pubbliche, capace di offrire soluzioni efficaci a chi oggi rischia di scivolare in condizioni di fragilità economica e sociale a causa del crescente costo della casa.