Un tempo era un’area periferica di Nichelino, uno spazio urbano vuoto e disabitato. Oggi, in via Debouché, sorge un vero e proprio Condominio Solidale: quattro edifici, circa 14.600 metri cubi e 88 alloggi a canone agevolato, in classe energetica A2, accompagnati da spazi di comunità, servizi socio-assistenziali e occasioni di incontro e relazione.

Il progetto nasce con un obiettivo preciso: trasformare l’abitare in un’esperienza di comunità, mettendo in relazione autonomia abitativa, assistenza, inclusione e socialità intergenerazionale.

Tre realtà abitative, un unico progetto di comunità

Il Condominio Solidale Debouché integra tre diverse componenti abitative:

  • Progetto Gold: 8 alloggi destinati a 12 persone over 65, accompagnate quotidianamente da servizi quali supporto OSS, pasti e merende condivise e accompagnamenti;
  • Condominio Debouché: 70 alloggi convenzionati, abitati da circa 250 soci della Cooperativa Di Vittorio;
  • Alloggi per persone fragili: 10 alloggi destinati all’emergenza abitativa e a persone seguite dai servizi socio-assistenziali e di salute mentale, attraverso convenzioni con CISA 12 e altri consorzi territoriali.

A collegare queste tre realtà è il Portierato Sociale, un servizio attivo e continuativo che favorisce la conoscenza tra gli abitanti, sostiene le persone più fragili e contribuisce a costruire una comunità più coesa.

L’equipe multiprofessionale, composta da OSS ed educatrice, si occupa inoltre della gestione degli spazi comuni, della mediazione delle eventuali situazioni di conflitto e dell’accompagnamento delle persone nella vita quotidiana.

La “prescrizione sociale”: mettere in rete persone e territorio

Uno degli elementi più innovativi del progetto è la sperimentazione di un modello di “prescrizione sociale”: creare connessioni tra i bisogni delle persone e le risorse presenti sul territorio, favorendo la partecipazione e l’attivazione della comunità.

Non si tratta quindi soltanto di offrire servizi, ma di creare occasioni perché gli abitanti possano incontrarsi, partecipare e costruire relazioni.

Dal 2023 al 2026 sono state attivate oltre 20 attività regolari, tra cui ginnastica dolce, pilates, zumba, balli latini, reiki, lettura ad alta voce, pittura, incontri con la nutrizionista, aperitivi, feste stagionali e corsi di primo soccorso.

I laboratori aperti al territorio hanno inoltre coinvolto oltre 100 partecipanti esterni, contribuendo a rendere il Condominio un luogo aperto e riconoscibile anche al di fuori dei suoi residenti.

Più autonomia, più relazioni, più benessere

Il percorso realizzato con gli anziani ha evidenziato risultati significativi: maggiore autonomia, relazioni più intense e miglioramenti osservabili anche sul piano del benessere personale, dai parametri corporei alla qualità del sonno e all’apertura emotiva.

Il monitoraggio realizzato da Labins, attraverso interviste semi-strutturate e attività di accompagnamento al gestore sociale, ha permesso di osservare la soddisfazione abitativa, l’utilizzo dei servizi, le relazioni di vicinato, l’integrazione con il territorio e il livello di partecipazione.

Un’esperienza che dimostra come la cura possa diventare anche prevenzione e costruzione di comunità.

Una rete di collaborazioni sul territorio

Il progetto è cresciuto grazie alla collaborazione con una rete di realtà locali e nazionali. Sono state attivate 12 collaborazioni esterne con esercizi commerciali, associazioni culturali, professionisti della salute, associazioni di volontariato, Croce Rossa, Banco Alimentare e grande distribuzione organizzata.

Importante anche il sostegno ottenuto attraverso il Bando Invecchiamento Attivo dell’Associazione Ercole Premoli, che ha permesso di attivare attività con nutrizionista, ginnastica dolce e supporto psicologico, oltre a risorse PNRR dedicate alla formazione e all’abitare e a proposte rivolte a enti di filantropia.

La partecipazione ha prodotto anche un importante effetto moltiplicatore: le famiglie coinvolgono i propri figli, il territorio partecipa alle attività e gli stessi abitanti diventano promotori del progetto, consigliando il condominio ad amici e parenti.

Una sfida per il futuro: la sostenibilità

La continuità del progetto fino al 2026 è stata resa possibile dall’investimento dei partner e dei sostenitori che hanno creduto nell’iniziativa.

I servizi di animazione del Portierato Sociale e di assistenza agli anziani rappresentano infatti un investimento importante, solo in minima parte coperto dai canoni di locazione.

Per questo, la prossima sfida è ripensare il modello affinché possa raggiungere un equilibrio finanziario, garantendo nel tempo la continuità dei servizi e delle attività che ne hanno caratterizzato l’esperienza.

Un modello replicabile

Il Condominio Solidale Debouché dimostra come il Portierato Sociale possa diventare uno strumento concreto di rigenerazione urbana a base sociale.

88 alloggi, oltre 20 attività stabili, una rete di 12 collaborazioni esterne e una comunità sempre più coinvolta hanno trasformato un vuoto urbano in un luogo capace di generare relazioni, autonomia e benessere.

Un’esperienza che guarda al futuro e che può rappresentare un modello replicabile di abitare sociale, nel quale la casa non è soltanto uno spazio in cui vivere, ma il punto di partenza per costruire relazioni, inclusione e qualità della vita.

L’esperienza del Condominio Solidale Debouché sarà inoltre presentata all’evento “Anziani, Dignità e Cure” a Trento, offrendo l’opportunità di condividere questa esperienza con una platea nazionale e di confrontarsi sulle prospettive dell’abitare sociale e dei modelli di cura di comunità.